Lavorare nell’Appennino Reggiano: contributi fino a 17.000 euro per chi assume, domande entro dicembre
Lavorare nell’Appennino Reggiano: contributi fino a 17.000 euro per chi assume, domande entro dicembre
- Ottieni link
- X
- Altre app
Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2026
L’autunno nell’Appennino Reggiano ha il profumo delle foglie bagnate, dei faggi e dei funghi appena spuntati. Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 questo legame antico tra il bosco e le comunità di montagna sarà al centro del Campionato Mondiale del Fungo di Cerreto Laghi, arrivato alla sua dodicesima edizione.
L’appuntamento non è soltanto una gara alla ricerca del porcino più bello. È una manifestazione dedicata alla conoscenza del bosco, alla raccolta consapevole e al valore culturale di una tradizione profondamente radicata nell’Appennino.
In breve: il Mondiale del Fungo 2026 si svolgerà il 3 e 4 ottobre a Cerreto Laghi, nel Comune di Ventasso. Sabato è previsto un incontro formativo obbligatorio per i concorrenti; domenica si terrà la competizione nei boschi intorno al Cerreto. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è promuovere una ricerca del fungo rispettosa dell’ambiente.
La dodicesima edizione del Campionato Mondiale del Fungo si svolgerà sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 a Cerreto Laghi, località turistica del Comune di Ventasso situata vicino al confine tra Emilia-Romagna e Toscana.
Secondo le informazioni pubblicate dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, la gara vera e propria si terrà domenica 4 ottobre nei boschi circostanti. La partecipazione è preceduta da una serata formativa obbligatoria, programmata per sabato 3 ottobre alle ore 17 nel Palaghiaccio di Cerreto Laghi.
Alla data dell’annuncio ufficiale risultavano già iscritti più di duecento partecipanti, con squadre e appassionati provenienti anche da fuori Italia. Il numero potrebbe aumentare prima della chiusura definitiva delle iscrizioni.
Il Mondiale del Fungo è una manifestazione nata da un’idea di Fabrizio Rinaldi, conosciuto come Fra’ Ranaldo, insieme al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e alla cooperativa di comunità I Briganti di Cerreto.
L’organizzazione coinvolge inoltre il Comune di Ventasso, l’associazione A Passeggio nel Bosco e Geoticket. Nel tempo l’appuntamento è diventato uno degli eventi autunnali più particolari dell’Appennino settentrionale.
Il nome può far pensare soprattutto a una competizione, ma la ricerca del fungo rappresenta soltanto una parte della manifestazione. Il progetto nasce per raccontare il porcino in tutte le sue dimensioni: cercarlo, riconoscerlo, studiarlo, fotografarlo e utilizzarlo nella cucina di montagna.
La finalità più importante è però culturale e ambientale: ricordare che entrare in un bosco significa attraversare un ecosistema delicato, oltre che luoghi spesso appartenenti a proprietari privati.
Sabato pomeriggio i partecipanti alla competizione dovranno prendere parte all’incontro formativo fissato alle ore 17 nel Palaghiaccio di Cerreto Laghi.
La formazione obbligatoria evidenzia lo spirito della manifestazione: prima di cercare i funghi occorre conoscere il territorio, comprendere le regole e imparare a muoversi nel bosco senza danneggiarlo.
Non si tratta quindi di un semplice adempimento organizzativo. È un momento destinato a sottolineare la responsabilità personale di chi frequenta la montagna e raccoglie i suoi prodotti spontanei.
Domenica si svolgerà la competizione nei boschi intorno al Cerreto, tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Massa-Carrara. I partecipanti potranno gareggiare individualmente oppure in squadre di cinque componenti, secondo le modalità previste dall’organizzazione.
Per partecipare è necessaria l’iscrizione. Dopo la scadenza della tariffa ridotta del 15 agosto, la quota indicata dall’organizzazione è di 35 euro per concorrente. Prima di effettuare il pagamento è comunque opportuno verificare sul portale ufficiale che iscrizioni, disponibilità e condizioni non siano state modificate.
La nascita dei funghi è uno dei momenti in cui il bosco torna a essere osservato con maggiore attenzione. Si controllano le piogge, le temperature, l’umidità del terreno e i cambiamenti delle foglie. Sono gesti che appartengono alla conoscenza popolare della montagna, tramandata spesso all’interno delle famiglie.
Il fungo porcino non è soltanto un ingrediente. È parte di una cultura fatta di attesa, esperienza e conoscenza dei luoghi. I cercatori più esperti sanno leggere il bosco, riconoscere gli alberi e capire quando le condizioni possono favorire una nuova nascita.
Questa competenza, tuttavia, non deve diventare sfruttamento. Una frequentazione incontrollata può disturbare gli animali, danneggiare il sottobosco e creare problemi ai proprietari dei terreni. Per questo il messaggio del Mondiale appare più importante della classifica: il bosco non è un supermercato gratuito, ma un ambiente vivo.
Cerreto Laghi è conosciuto soprattutto come località sciistica, ma l’autunno mostra un volto diverso della montagna. I colori dei boschi, la cucina stagionale e le escursioni permettono di vivere il territorio anche fuori dalla stagione invernale.
Manifestazioni come il Mondiale del Fungo aiutano alberghi, ristoranti e attività locali a lavorare in un periodo tradizionalmente considerato di passaggio. Le precedenti edizioni hanno richiamato centinaia di concorrenti, famiglie e accompagnatori, con ricadute significative sulle strutture ricettive del territorio.
Il valore di questi eventi non si misura quindi soltanto nel numero delle presenze. Una manifestazione legata all’identità locale può contribuire a far conoscere la montagna senza trasformarla in uno scenario anonimo.
Chi raggiunge l’Appennino per l’evento può approfondire anche la sua cucina leggendo il nostro articolo dedicato agli otto piatti tipici dell’Appennino Reggiano, nel quale i porcini occupano un posto importante.
Il calendario del Mondiale apre idealmente la stagione degli eventi autunnali della montagna reggiana. Pochi giorni dopo, nelle domeniche 11, 18 e 25 ottobre, è prevista la Festa della Castagna di Marola 2026.
Funghi e castagne hanno storie differenti, ma condividono un legame profondo con l’economia delle comunità appenniniche. Entrambi arrivano dal bosco e hanno contribuito, in epoche diverse, all’alimentazione e alla sopravvivenza delle famiglie di montagna.
I porcini sono oggi protagonisti di tagliatelle, risotti, polenta e secondi piatti. Le castagne, invece, furono per secoli una risorsa quotidiana: venivano essiccate, trasformate in farina e conservate per affrontare l’inverno.
Accanto ai funghi esistono altri prodotti spontanei ricercati nei territori montani. Un esempio è il tartufo dell’Appennino Reggiano, la cui cerca richiede conoscenze, autorizzazioni e un rapporto particolare tra il tartufaio e il proprio cane.
Il fatto che un fungo cresca spontaneamente non significa che sia automaticamente commestibile. L’aspetto può trarre in inganno e alcune specie tossiche possono essere confuse con varietà considerate sicure.
Non è prudente affidarsi soltanto a fotografie trovate online, applicazioni per smartphone o indicazioni ricevute sui social network. In caso di dubbio è necessario rivolgersi ai servizi micologici competenti e non consumare il raccolto prima di una verifica qualificata.
Occorre inoltre controllare le disposizioni applicabili nella zona frequentata. Permessi, giornate consentite, quantità raccoglibili e modalità di trasporto possono dipendere dal territorio e dalle regole vigenti. Anche durante una manifestazione organizzata bisogna attenersi alle indicazioni fornite dagli organizzatori.
La raccolta responsabile comincia da comportamenti semplici: non abbandonare rifiuti, non danneggiare la vegetazione, non utilizzare strumenti che rovinino il terreno e non raccogliere esemplari inutilmente.
È importante anche rispettare le proprietà attraversate, evitare rumori eccessivi e parcheggiare senza ostacolare strade o accessi. Il bosco è un ambiente naturale, ma anche un luogo di lavoro e una parte concreta della vita delle comunità locali.
La montagna conserva inoltre una dimensione narrativa. Laghi, alberi e radure sono entrati per secoli nelle storie raccontate durante le veglie. Chi desidera scoprire questo lato meno visibile del territorio può leggere la leggenda del gorgo del Lago Calamone, ambientata ai piedi del Monte Ventasso.
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Evento | Dodicesimo Campionato Mondiale del Fungo |
| Date | 3 e 4 ottobre 2026 |
| Località | Cerreto Laghi, Comune di Ventasso, Reggio Emilia |
| Formazione | Sabato 3 ottobre alle ore 17, Palaghiaccio |
| Competizione | Domenica 4 ottobre nei boschi intorno al Cerreto |
| Partecipazione | Iscrizione individuale o squadra di cinque concorrenti |
| Verifica aggiornamenti | Pagina ufficiale del Campionato |
Il Campionato Mondiale del Fungo è previsto sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026.
L’evento si svolge a Cerreto Laghi, nel Comune di Ventasso, all’interno del territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
La competizione nei boschi è prevista per domenica 4 ottobre 2026.
Sì. Per partecipare alla gara di domenica è obbligatoria la presenza alla serata formativa di sabato 3 ottobre, programmata alle ore 17 al Palaghiaccio.
Sì. L’organizzazione prevede squadre formate da cinque concorrenti, con iscrizione effettuata dal capitano secondo le modalità indicate.
La competizione richiede l’iscrizione. Per conoscere le attività accessibili ad accompagnatori e visitatori bisogna consultare il programma aggiornato pubblicato dagli organizzatori.
Soltanto quando la specie è stata identificata con certezza. In caso di dubbio non bisogna consumarla e occorre rivolgersi ai servizi micologici competenti.
Il Mondiale del Fungo di Cerreto Laghi mostra come una tradizione possa diventare un’occasione per parlare di ambiente, turismo e futuro della montagna. Dietro la ricerca del porcino ci sono conoscenze tramandate, economie locali e un bosco che richiede attenzione.
La classifica durerà un giorno. Il messaggio più importante dovrebbe restare più a lungo: frequentare la montagna significa conoscerla e rispettarla, lasciando che i suoi boschi continuino a essere luoghi vivi per chi li abita e per chi arriverà dopo di noi.
Le informazioni organizzative sono state verificate il 18 settembre 2026. Programma, disponibilità e modalità di partecipazione possono cambiare: prima di partire o iscriversi è consigliabile consultare i canali ufficiali.
Un viaggio a tappe tra Pietra di Bismantova, Parco del Ventasso e i crinali tosco-emiliani
Trova tutte le coppie il più in fretta possibile!
Tempo: 00:00 — Mosse: 0
Commenti
Posta un commento